Un viaggio nel passato

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Il video del nostro incontro, grazie per la vostra presenza e le belle condivisioni, ricche, autentiche e coraggiose.
✨🐣💫

 

L’eco della preoccupazione nel corpo.
Ci lasceremo aiutare dall’eco nel corpo dei pensieri di preoccupazione.
Accompagnati dal respiro ci sposteremo dai contenuti, dai pensieri ‘preoccupati’ che si accavallano nella mente, al riverbero che questi pensieri hanno nel corpo: tensione, irrequietezza, resistenza, disagio…

1. Dal Pensare al Sentire.
Con coraggio, con pazienza e anche con intelligenza e creatività, impariamo questo spostamento a cui Thay ci invita ‘dal pensare al sentire’, dal pensiero di preoccupazione creduto e rivestito di una realtà fittizia, torniamo nella nuda sensazione, proprio qui dove l’inspirazione ci accompagna.

Coraggio, pazienza e dolcezza sono le tre qualità di una mamma affettuosa, ed è proprio questo che Thay ci invita ad essere per la sensazione dolorosa, l’eco della preoccupazione nel corpo.

2. Sentire è già Amare.
Una volta sentita, inspirata, la sensazione viene alleviata, massaggiata, guarita dal respiro. A poco poco, senza bisogno di noi, si crea spazio intorno alla sensazione.
La tensione, finalmente riconosciuta, finalmente respirata, massaggiata dal respiro, perde la sua acutezza diventando poco a poco semplice intensità.
E questo accade senza bisogno dei nostri metodi, delle nostre teorie. Stiamo finalmente permettendo al respiro di assecondare la sua natura, quella di percorrere, riconoscere, abitare, alleviare la sensazione dolorosa.
Non c’è bisogno del nostro controllo, del nostro fare, del nostro aggiustare, del nostro capire.
Affidiamo questa tensione, questa chiusura del corpo e del cuore all’intelligenza del respiro. Senza capricci, senza pretese di controllo, non siamo noi a dettare i tempi della guarigione. È l’intelligenza del respiro a riconoscere la richiesta di aiuto che viene dalla tensione, dalla chiusura, ed è questa intelligenza a prendersene cura e portare sollievo, guarigione.

‘Sentire è già amare’.
Ci viene chiesto il coraggio di sentire, di riposare, di respirare in questo spazio dove la guarigione accade senza bisogno di noi e del nostro capire, dei nostri trucchi, del nostro meditare-fare-aggiustare.
Questo coraggiosissimo ‘Permettere’ nasce da una nuova fiducia, non più nella mente e nelle sue teorie, nei suoi metodi, ma nel nudo sentire e nell’intelligenza che con il respiro se ne prende cura.
Senza bisogno di noi.
Phap Ban

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Come faccio a stare nel presente quando è insostenibile?
In questo dirscorso Thay ci spiega come abbracciare le emozioni dolorose quando sembrano insostenibili

 

Abbracciare il proprio dolore
Tornare a noi stessi e riconoscere il dolore, il dispiacere, la paura, la rabbia che sono in noi è una pratica fondamentale. La consapevolezza e la concentrazione ci aiutano a farlo senza la paura di lasciarci travolgere da quelle energie negative. Molti di noi hanno paura di stare con se stessi perché temono la gran quantità di paura, solitudine e rabbia che abbiamo dentro; per questo cerchiamo di nascondere ed evitare quei blocchi di sofferenza consumando cibo, programmi televisivi, libri, alcolici. Con l’energia che nasce dal respiro consapevole e dalla meditazione camminata, invece, riusciamo a entrare in contatto con il nostro dolore senza lasciarcene travolgere.
L’energia della consapevolezza ci aiuta a riconoscere il dolore che abbiamo dentro e ad abbracciarlo teneramente, come fa una madre col suo bambino che piange. Quando il bimbo piange la mamma smette di fare quel che sta facendo, va a prenderlo e lo tiene in braccio con tenerezza. L’energia della mamma penetra nel bambino, che subito comincia a sentirsi meglio. Quando riconosciamo e abbracciamo il dolore, il dispiacere che abbiamo dentro, quello si calma come un bimbo in braccio alla sua mamma.
Se teniamo in braccio in consapevolezza la nostra rabbia, il nostro dispiacere, la nostra paura, siamo in grado di riconoscere le radici delle nostre afflizioni. La consapevolezza ci mette anche in grado di riconoscere la sofferenza nella persona che amiamo: se parla o agisce in un modo che ci ferisce, riusciamo a capire che è una vittima di una sofferenza che non sa come gestire. Quella consapevolezza ci dà la voglia di aiutarla a trasformare la sua sofferenza, proprio come noi abbiamo trasformato la nostra.
Una volta assaggiata la vera felicità, la vera pace, è molto facile trasformare la rabbia che proviamo. Non dobbiamo più combattere: la nostra rabbia comincia a dissolversi perché siamo in grado di portare elementi di pace e di gioia nel nostro corpo e nella nostra coscienza, giorno dopo giorno; la presenza mentale ci aiuta a evitare di portarvi elementi di conflitto e di violenza. La pratica più elementare può trasformare la rabbia, la paura e la violenza che abbiamo dentro, può metterci in grado di renderci più utili a noi stessi e al nostro Paese…..