Forse un mattino andando in un’aria di vetro,
arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo:
il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
di me, con un terrore da ubriaco.

Poi, come s’uno schermo, s’accamperanno di gitto
alberi, case, colli per l’inganno consueto.
Ma sarà troppo tardi; ed io me n’andrò zitto
tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.

Eugenio Montale  Ossi di seppia

 

il nostro incontro di domenica 22 febbraio. Presto sarà diviso in più piccoli video diversi   

Codice d’accesso: M6zTCX!+

 

Questa piccola ispirazione
Meditazione Seduta/Sdraiata

Chandra Candiani: “niente“
Dà ‘il silenzio e cosa viva’

 

 

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2023 meditazione/rilassamento’ e invito all’emozione
dopo una meditazione/esplorazione,  invitiamo l’emozione: senza bisogno di aggiustare o eliminare,
scopriamo di poter riposare, respirare nel cuore dell’emozione.

     

Guarire con il respiro    
Uno splendido discorso di Thay che ci racconta del momento più difficile della sua vita, la depressione durante la guerra.
Thay ci racconta come grazie respiro e ai passi abbia potuto a poco poco guarire.

Gestire le emozioni forti.

sottotitoli in italiano (rotellina in alto a destra/sottotitoli /traduzione automatica/italiano)

Piena presenza
Ritornare al corpo può darci sollievo già nel giro di pochi minuti; in seguito torniamo ai sentimenti e alle emozioni. “Inspirando, sono consapevole dei miei sentimenti. Espirando, calmo e rilasso la tensione nei miei sentimenti”. Questo genere di pratica si può fare sempre e dovunque: in treno, in aereo, al lavoro, a casa.
Se non siamo capaci di prenderci cura di noi stessi e di volerci bene non riusciamo a prenderci cura delle persone care. Amare se stessi è la base per amare un’altra persona. Se vogliamo bene a qualcuno, il dono più grande che possiamo fargli o farle è la nostra vera presenza: se siamo tutti presi nei pensieri e nelle preoccupazioni sul passato e sul futuro non siamo davvero presenti, dunque non possiamo offrire alle persone che amiamo quella cosa preziosissima che è la nostra presenza e partecipazione. Respirare e camminare in consapevolezza e vivere in maniera piena e totale dovrebbe essere la nostra priorità assoluta.
Come si fa ad amare, se non si è realmente presenti? Amare una persona è una pratica. Se sei davvero presente con la persona amata, questa se ne rende conto; si accorge anche se fai solo finta di essere lì. La tua presenza nel “qui e ora” ti metterà a disposizione la vita. La persona che ami appartiene alla vita, il Regno di Dio appartiene alla vita; quando ti rendi pienamente presente, sia la persona che ami sia Regno di Dio ti diventano realmente raggiungibili.
Quando bevo il tè in piena consapevolezza pratico una “meditazione del tè”: mi stabilisco nel “qui e ora” e il tè si fa pienamente presente per me. Possiamo bere il tè o fare colazione in maniera consapevole. Forse dirai: «Ho così tante cose di cui occuparmi e a cui pensare, dove lo trovo il tempo di bere il tè in consapevolezza?» Ma se bevendo il tè ti perdi nei pensieri non stai bevendo veramente il tè: in quel modo tu non sei reale, il tè non è reale. Ecco perché “non pensare” è una pratica importantissima. Non nego che sia importante pensare, ma esiste un’attività di pensiero che è produttiva e una che è improduttiva. Se non siamo capaci di vivere a fondo i momenti della vita quotidiana non possiamo entrare in contatto profondo con la realtà: la qualità del nostro pensiero non sarà molto produttiva. Di solito mi piace molto fare meditazione camminata prima di tenere un discorso di Dharma. Mentre cammino verso l’auditorium non penso al discorso che terrò ma mi limito a godermi ogni passo che faccio; ecco perché al momento di parlare, il mio potrà essere un buon discorso. Il tempo del silenzio è il fondamento del tempo della parola.

Thich Nhat Hanh

Thich Nhat Hanh

La meditazione seduta e le emozioni
La meditazione seduta prima di essere una pratica è un piacere, una fonte di gioia e di freschezza. Sedersi a respirare per una decina di minuti prima di incominciare la nostra giornata, può aiutarci a ritrovare la nostra aspirazione e la forza necessaria per coltivare la consapevolezza ad ogni passo ed ogni respiro. Quando ci sediamo in meditazione è importante trovare una postura comoda che permetta al nostro corpo e alla nostra mente di rilassarsi e di lasciare andare ogni tensione e preoccupazione.
Possiamo sederci nella posizione del loto, del mezzo loto o utilizzare un panchetto di meditazione; l’importante è che la nostra colonna vertebrale sia eretta e rilassata e che la nostra testa non sia piegata in avanti. Sedendoci in questo modo il nostro respiro potrà fluire naturalmente e leggermente, senza richiedere alcuno sforzo. Possiamo utilizzare la meditazione seduta per due scopi: uno è l’arresto, e l’altro è il guardare in profondità. Praticare l’arresto significa imparare a fermarsi e ad arrestare il corso dei pensieri o delle azioni che ci creano sofferenza. Quando nella nostra vita quotidiana proviamo un forte sentimento di rabbia, di frustrazione o di disperazione, possiamo sederci per alcuni minuti per respirare profondamente. All’inizio ci sembrerà difficile arrestare il corso dei nostri pensieri, ma se continuiamo a riportare gentilmente la nostra attenzione verso il respiro, dopo alcuni minuti si saranno già calmati. Per aiutare la nostra concentrazione possiamo praticare degli esercizi come:
Inspirando, vedo me stessoa come un fiore Espirando, sono frescoa
Inspirando, vedo me stessoa come un monte Espirando, sono solidoa
Inspirando, vedo me stesso come uno specchio d’acqua Espirando, rifletto la realtà
Inspirando, vedo me stessoa come spazio sconfinato Espirando, sono liberoa
(fiore) (fresco)
(montagna) (solida)
(acqua) (rifletto)
(spazio) (libero)
Un esercizio come questo può nutrire il nostro corpo e la nostra mente, calmare i nostri sentimenti negativi e riportare il sorriso sulle nostre labbra. Prima di tutto possiamo leggere il testo dell’esercizio che ci accingiamo a praticare, ad esempio:”inspiro e vedo me stesso come un fiore, espiro e sono fresco”. Quando abbiamo messo a fuoco l’oggetto della nostra meditazione possiamo lasciare andare queste frasi e semplicemente utilizzare due parole chiave. Mentre inspiriamo possiamo recitare mentalmente la parola “fiore”, e mentre espiriamo “fresco”. Se siamo in grado di praticare con leggerezza e consapevolezza, dopo solo alcuni respiri inizieremo già a sentirci più freschi e rilassati e potremo passare al secondo esercizio.
Mentre pratichiamo la meditazione seduta dobbiamo fare attenzione a non forzare la nostra mente e a non usare la nostra concentrazione per sopprimere i pensieri che non ci piacciono o che ci fanno soffrire. Praticare in questo modo non può che creare ulteriori tensioni nel nostro corpo e trasformare la nostra mente in un campo di battaglia. Quando ci sediamo in meditazione dobbiamo essere pronti ad accettare ogni cosa. Qualsiasi cosa si manifesti nel nostro corpo o nella nostra mente dobbiamo abbracciarla gentilmente con la nostra consapevolezza e riportare tranquillamente la nostra attenzione al respiro o all’oggetto della nostra meditazione. Quando sappiamo praticare l’arresto smettiamo di essere prigionieri delle nostre emozioni e siamo in grado di nutrire il nostro corpo e la nostra mente con le meraviglie della vita che ci circondano ad ogni istante. Thay paragona spesso le nostre emozioni ad una tempesta. Se vediamo la chioma di un albero ondeggiare violentemente fra le raffiche di vento e i lampi, penseremo che l’albero stia per schiantarsi al suolo. Se però dirigiamo il nostro sguardo verso il tronco ci sarà chiaro che l’albero è ben radicato e non rischia di morire, anzi, quando arriverà la primavera offrirà ancora i suoi fiori e i suoi frutti. Allo stesso modo quando siamo scossi da forti emozioni non dobbiamo concentrare la nostra attenzione sui pensieri o sullo stato della nostra mente. Al contrario dobbiamo fare in modo di scendere verso il tronco, verso il nostro corpo. Possiamo prestare attenzione al movimento dell’addome che si espande con l’inspirazione e che cade con l’espirazione. Se superiamo la nostra tendenza a rincorrere i pensieri, scopriremo che il nostro addome è un solido rifugio e che sopravviverà a questa tempesta incolume. Ritornare alla consapevolezza del corpo ci aiuta a farci sentire radicati e stabili. In questo modo anche nelle situazioni più difficili sapremo cosa fare e non rischieremo di reagire sconsideratamente.
La pratica dell’arresto non è confinata alla nostra meditazione seduta. Nonappena la nostra meditazione inizierà ad avere successo, inizieremo a notare dei cambiamenti nella nostra vita quotidiana. La meditazione seduta non è separata dalla nostra vita di tutti i giorni ed è grazie a questo che meditare ci aiuterà a vivere una vita più felice e rilassata.

Thich Nhat Hanh

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2023-24
presentazione della pratica con la fretta, la critica, la lamentela, il cibo del corpo e della mente

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2022 Zoom
Breve meditazione e presentazione del percorso.
6a settimana
riposare con il bambino