“Abbiamo gli occhi del Buddha, ma non lasciamo che sia lui a guardare.”
Thich Nhat Hanh

ecco la registrazione dell’incontro, di ieri sera,
nei prossimi giorni verrà diviso in video separati: meditazione, esplorazione…
https://us02web.zoom.us/rec/share/VwkafTx2ntvQ1pDBanv8sGMUqTr3-GEeSkpHpNUoMB4T6aRWj6DYJbTxJo7olXOZ.jnXRKOAIvx5nYPMq
Passcode: v5E&XuF8
— «Solo l’Unico, l’Immortale vede»
India, Brihadaranyaka UPANISHAD
🫵🏻
Un monaco: “Qual è il buon occhio del Dharma?”
Yün-men: “Quello che abbraccia tutto.”,
chan Buddhismo , Cina
🫵🏻
«Ad eccezione di te, tutti gli esseri dell’universo vedono attraverso due occhi.
Solo tu, Signore sovrano, vedi attraverso un unico occhio».
(Utpaladeva, Inni a Shiva, XII secolo, India)
🫵🏻
— «L’occhio con cui vedo Dio è lo stesso occhio con cui Dio vede me.
Il mio occhio e l’occhio di Dio sono un unico occhio,
un’unica visione, un’unica conoscenza, un unico amore.»
Meister Eckhart Mistico cristiano
🫵🏻
«La via è qui, non altrove»
Huang Po. (IX secolo – Buddismo Chan)|
🫵🏻
— «Nella visione reale, non c’è chi vede e ciò che è visto. La visione reale è senza occhi».
Ma Ananda Mayi
🫵🏻
— «Gli occhi, le orecchie? No. La vostra Natura Propria, essendo essenzialmente pura e completamente tranquilla, è l’unica capace di percezione»
Hui Hai (VIII secolo – Buddismo Chan)
🫵🏻
— «È Lui che mi ha insegnato a vedere senza occhi,
ad ascoltare senza orecchie, a bere senza bocca»
Kabir (XV secolo – Poeta, filosofo, Sufismo)
🫵🏻
Chi guarda con i miei occhi?
Cos’è l’anima?
Non posso smettere di chiedere
Se potessi assaporare un sorso di risposta,
potrei uscire da questa prigione per ubriachi
Non sono venuto qui di mia volontà e non posso andarmene,
così chiunque mi abbia portato qui
dovrà riportarmi a casa
Rumi (XIII sec)
🫵🏻
josé
La playlist
.
l’esercizio dell’indicare
.
Qui sotto il video dell’incontro con Jose Leroy
Grazie per queste due giornate “leggendarie”🫵🏻✨
….
Questo è un audiolibro ben letto di Douglas Harding.
Sullo stesso canale YouTube trovate molti altri insegnamenti interessanti, anche uno di Thay
Fernando Pessoa – Innocenza
Il mio sguardo è nitido come un girasole.
Ho l’abitudine di camminare per le strade
guardando a destra e a sinistra
e talvolta guardando dietro di me.
E ciò che vedo a ogni momento
è ciò che non avevo mai visto prima,
e so accorgermene molto bene.
So avere lo stupore essenziale
che avrebbe un bambino se, nel nascere,
si accorgesse che è nato davvero.
Mi sento nascere a ogni momento
per l’eterna novità del Mondo.
Credo al mondo come a una margherita,
perché lo vedo. Ma non penso ad esso,
perché pensare è non capire.
Il Mondo non si è fatto perché noi pensiamo a lui,
(pensare è un’infermità degli occhi)
ma per guardarlo ed essere in armonia con esso.
Io non ho filosofia: ho sensi.
Se parlo della Natura, non è perché sappia ciò che è,
ma perché l’amo, e l’amo per questo
perché chi ama non sa mai quello che ama,
né sa perché ama, né cosa sia amare.
Amare è l’eterna innocenza,
e l’unica innocenza è non pensare
Ecco la bozza di una lettera manoscritta di Albert Einstein del febbraio 1950, che dimostra come anche lui fosse molto vicino a una spiritualità “non dualista”. Ecco il testo tradotto in italiano dalla versione tedesca:
«L’essere umano è una parte limitata nello spazio e nel tempo di ciò che chiamiamo “universo”. Percepisce se stesso e i propri sentimenti come separati dal resto, un’illusione ottica della sua coscienza. La ricerca della liberazione da questa illusione che ci incatena è l’unico obiettivo di ogni vera religione. Non è alimentando l’illusione, ma solo superandola che raggiungiamo il livello accessibile della pace interiore».
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Non c’è niente di meglio che il guardare, se vuoi trovare qualcosa.
J. R. R. Tolkien (Il discorso di Thorin, L’Hobbit)
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Gli uccelli sono scomparsi nel cielo,
e ora l’ultima nuvola si sta allontanando.
Ci sediamo insieme, la montagna e io
Finché non resta che la montagna.
Li Po 703-762
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Douglas Harding La Via Senza Testa.docx • 22 pagine <allegato: 00000206-Douglas Harding La Via Senza Testa.docx>
https://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__via_senza_testa.php
Questo è il libro base che vi consiglio di acquistare, se desiderate approfondire, l’unico disponibile su carta
🫵🏻
Douglas Harding Vivere Senza Stress
Questo è disponibile solo in digitale a 9 euro. Il libro è più sviluppato dell’altro, con molti esercizi pratici.
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Senza stress.pdf
“Una cosa visibile
può essere percepita solo attraverso qualcosa di invisibile.
L’occhio non può vedere nulla con precisione se non è trasparente.
Proprio come l’occhio deve essere trasparente per vedere qualcosa,
è necessario che lo spirito – cioè l’anima non sia afferrabile [dai sensi] per conoscere le cose. »
Meister Eckhart,
https://youtu.be/mDxlE-EHc2M?si=BLeGzU2l5iNDlQIA
Se vi indicate il viso e vi girate, gli altri vedranno che vi state muovendo mentre il mondo intorno a voi è fermo. La vostra esperienza è simile o diversa? È possibile che sia il mondo a muoversi mentre voi siete fermi? Mettiamolo alla prova.
Alzatevi, puntate il dito in direzione della vostra assenza di volto – 🫥dove gli altri vedono un volto – e, per qualche istante, giratevi lentamente (fermatevi se non vi sentite bene!). Al di là del vostro dito indice, potete vedere la stanza che gira. Vedete un movimento da questo lato dell’indice?
Vedete la stanza passare, ma qui non si muove nulla.
“Sono al Punto Zero, al centro del mondo in movimento – sono il centro immobile.”
Ovunque vi troviate, potete scegliere di essere consapevoli della vostra quiete interiore, della vostra divinità interiore: camminando per strada (le case si muovono), andando in bicicletta o guidando…
Douglas Harding La Via Senza Testa.
“È il mondo che si muove! Non tu… Tu sei al centro del mondo in movimento, nel punto zero 😉
“Poiché la vostra prospettiva è estroversa, avete perso di vista il Sé e la vostra visione è rivolta al mondo esterno.
Il Sé non si trova negli oggetti esterni.
Rivolgete il vostro sguardo verso l’interno.
Immergetevi in voi stessi e sarete il Sé.
Ramana Maharshi
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Phap Ban:
Estratti dal libro:
Il segreto aperto “. di Wey Wu Wey
Famoso drammaturgo e maestro del secolo scorso
III. Il Sutra del cuore – I
Un maestro cinese mi ha detto: “Tutti i sutra insegnano alle persone a ‘svuotare’. . . . Non puoi capire come ‘svuotare’ prima di aver compreso il Sutra del Cuore. “Vuotare” è un modo cinese per dire “vedere non oggettivamente per cui tutte le cose, sia gli oggetti che il loro soggetto, sono privi di qualsiasi natura propria”, o “liberare la ‘visione’ sia del soggetto che degli oggetti, per cui la mente rimane nella sua eterna purezza.
Lasciatemelo dire di nuovo in un’altra forma di parole:
La questione non è cosa sono o non sono le cose – come di solito si presume riguardo all’argomento di questo sutra, ma come le cose vengono percepite da un bodhisattva (chi vede come dovrebbe vedere).
Lo scopo del sutra, come appare evidente dall’analisi, è quello di indurre le persone a vedere correttamente, invece di discutere sugli oggetti visti.
È il vedere, e solo il vedere, che conta: il vuoto o il non vuoto degli oggetti stessi è incidentale, poiché dipende comunque esclusivamente dal vederli.
Finora le interpretazioni del Sutra del Cuore hanno avuto la tendenza a interessarsi quasi interamente di ciò che gli oggetti sono o non sono, ma è evidente che questo non è lo scopo del sutra e che questa preoccupazione nasconde il suo vero messaggio…
In breve: il Sutra del Cuore non è la natura degli oggetti in quanto tali, ma il vederli – che è quello che sono, e l’unica natura che hanno…
Nisargadatta
Tu sei lo spettatore della tua vita.
Sei il non-nato a cui per un certo tempo accade di assistere da spettatore.
Che finisca il tempo non significa che muoia lo spettatore.
La vita é la durata di tempo in cui si assiste da testimone.
Tu non sei colui che compie le azioni.
Tu sei una cosa sola col tuo mondo.
@
Esiste solo la VISIONE. Ciò che vede e ciò che è visto sono inseparabili. Non creare differenze dove non ce ne sono”.
Nisargadatta. “io sono quello “
🫵🏻
Le cose viste hanno nome e forma. Colui che vede ne è privo
🫵🏻
Siccome siete luminosi in voi stessi, vedete le cose nella vostra stessa luce, ma voi credete ancora di essere un corpo che vede.
🫵🏻
Il mondo viene visto all’interno, ma appare come se fosse esterno.
🫵🏻
La tua coscienza è Dio e contiene il mondo, compreso il tuo corpo.ma tu pensi di far parte del mondo.
Riposa nella coscienza che ora sta leggendo, ascoltando, pensando. Non sei l’autore delle azioni
@🫵🏻
Voi siete il mondo.
Il mondo che vedete non è fuori della coscienza ma interno
🫵🏻
Il canto del mondo vero di Catherine Harding
Qualche anno fa, Catherine Harding, moglie di Douglas Harding, che è stata anche la sua traduttrice e ha tenuto dei corsi con lui, ha scritto un piccolo libro (ora fuori stampa) per bambini:
“Esploratori del mondo reale”.
Questo racconto narrava la storia di un bambino in un villaggio del sud della Francia. Questo bambino, Pierrot, aveva un segreto: poteva vedere la sua vera natura, ma nessuno voleva ascoltarlo e tutti lo prendevano per un po’ sempliciotto. Finché un giorno, dopo una meravigliosa avventura, Pierrot poté condividere la sua esperienza con gli altri bambini del villaggio, poi con i bambini della Francia e infine con i bambini di tutto il mondo.
Il libro include una canzone,
La canzone del Vero mondo:
Dici che sono troppo piccolo
Per reggere la luna
Cosa ne sai tu?
Tu non sei qui!
Qui, a casa, è enorme,
Non è mai finita
Da dove vengo io, è aperta
Con me è infinito.
(ritornello:)
È il mondo reale
Quello che tutti possono vedere
Ma ci dimentichiamo di guardare.
Io, una testa?
Vi sbagliate!
Qui non c’è nessuna testa,
c’è solo lo spazio
E tu puoi entrare!
Tra le mie due orecchie
C’è solo il mondo, è chiaro!
E quando mi metto il cappello
Copre l’Universo!
È il mondo reale
Quello che tutti possono vedere
Ma ci dimentichiamo di guardare.
Io non sono, come pensate,
opaco, solido e piccolo.
Io sono, voi siete, ma guardate!
Trasparente e infinito.
Quando vado a scuola,
Sopra il mio colletto
Ci sono solo galassie!
Questo è il mondo reale
Quello che tutti possono vedere
Ma ci dimentichiamo di guardare.
E quando mi rivolgo a Te
Chiunque tu sia,
il mio volto è per Te,
il tuo volto è per me.
Io sono Te, Tu sei Me,
Entra! La mia casa è vasta,
ti do il benvenuto.
Se guardi con attenzione,
Non abbiamo una testa,
Abbiamo un cuore enorme,
E questo cuore è pieno di Luce,
E questa Luce ci fa venire voglia di amare.
🫵🏻
Forse un mattino andando in un’aria di vetro,
arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo:
il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
di me, con un terrore da ubriaco.
Poi, come s’uno schermo, s’accamperanno di gitto
alberi, case, colli per l’inganno consueto.
Ma sarà troppo tardi; ed io me n’andrò zitto
tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.
Eugenio Montale
🫵🏻
«Studiami quanto vuoi, non mi conoscerai mai, perché sono diverso in cento modi da come mi vedi. Mettiti dietro i miei occhi e guardami come mi vedo io, perché ho scelto di stare in un posto che tu non puoi vedere.»
Rumi poeta e mistico, Sufi
🫵🏻
Ogni forma, 🌳🐝🐈👞ogni oggetto, è un dito puntato verso il senza-forma✨🫥
“Grazie a questo volto-finestra sempre aperto, sono disincarnato, sono dentro-fuori dal mio corpo e la mia ampiezza si confonde con quella del mondo circostante.
E quando il mio corpo è visibile, scopro che non sono nel corpo, ma che il corpo è in me.”
Douglas Harding.
🫵🏻
II giorno più bello della mia vita
II giorno più bello della mia vita, la mia rinascita, per così dire, fu quando mi accorsi di non avere la testa. Non è una battuta, un’arguzia che vuole a ogni costo destare interesse. Lo dico con la massima serietà: non ho la testa.
Feci questa scoperta a trentatré anni. Benché fosse certamente inaspettata, fu la risposta a una ricerca pressante; da diversi mesi ero totalmente assorbito dalla domanda: “Chi sono io?”. Probabilmente il fatto che a quel tempo mi trovassi sull’Himalaya ha poco a che fare con la mia scoperta, per quanto si dice che in quelle regioni siano più frequenti gli stati mentali insoliti. Comunque sia, la giornata molto calma e luminosa e la vista che, dal crinale su cui mi trovavo, spaziava su valli nebbiose e sulla catena delle montagne più alte del mondo, formavano uno scenario degno della visione più sublime ed elevata. Quel che accadde in effetti era assurdamente semplice e normale: per un momento smisi di pensare. La ragione, l’immaginazione e tutto il chiacchierio mentale si spensero. Per una volta, rimasi davvero senza parole. Dimenticai il mio nome, la mia umanità, la mia esistenza oggettiva, tutto quel che potremmo definire io o mio. Il passato e il futuro si dileguarono. Era come se fossi nato in quell’istante, nuovo fiammante, senza mente, privo di tutti i ricordi. Esisteva solo l’Ora, il momento presente e ciò che ne faceva chiaramente parte.
Mi bastò guardare. E scoprii pantaloni color kaki che finivano in basso in un paio di scarpe marroni, maniche kaki che terminavano alle due estremità con un paio di mani rosa, e una camicia kaki che finiva in alto con… assolutamente nulla! Certamente non con una testa.
Notai immediatamente che questo nulla, questo buco dove avrebbe dovuto essere la testa, non era un vuoto ordinario, un puro niente. Al contrario, era densamente pieno. Era una vasta vacuità immensamente colma, un nulla che aveva posto per ogni cosa: posto per l’erba, gli alberi, le colline lontane e indistinte e per le cime nevose che le sovrastavano come una linea di nuvole angolose sospese nel ciclo azzurro. Avevo perso una testa ma avevo guadagnato un mondo.
Tutto era letteralmente stupefacente. Smisi quasi di respirare, assorto nel Dato. Vi era uno spettacolo superbo che risplendeva radiosamente nell’aria tersa, solo e senza sostegno, sospeso misteriosamente nel vuoto, e (ed era questo il vero miracolo, la meraviglia e la gioia) totalmente privo di un ‘io’, incontaminato da un qualsiasi osservatore. La sua presenza totale era la mia assenza totale, d’anima e corpo. Più leggero dell’aria, più trasparente del vetro, totalmente libero dall’io, non ero in nessun luogo.
Eppure, nonostante il carattere magico e misterioso della visione, non era un sogno né una rivelazione esoterica. Proprio il contrario: sembrava un risveglio improvviso dal sonno della vita ordinaria, la fine di un sogno. Era la realtà che brillava di luce propria e per una volta si era liberata totalmente della mente oscurante. Era la rivelazione, infine, del perfettamente ovvio. Era un momento di lucidità in una vita confusa, avevo smesso di ignorare qualcosa che (fin dalla prima infanzia, in ogni caso) ero sempre stato troppo occupato, troppo intelligente o troppo spaventato per vedere. Era un’attenzione pura, acritica, a ciò che era sempre stato sotto i miei occhi: la mia assoluta mancanza di un viso.
In breve, tutto era perfettamente semplice, chiaro e comprensibile, al di là delle discussioni, del pensiero e delle parole. Non sorgevano domande né riferimenti a un qualcosa oltre l’esperienza stessa, ma vi era solo pace e una quieta gioia, e la sensazione di aver abbandonato un fardello intollerabile.
(Da: Douglas E. Harding, La Via senza testa, Ubaldini)
🫵🏻
Non pensare di essere questo, quello o qualsiasi altra cosa; di essere così e così, o di essere questo o quello. Lascia solo la falsità e la Realtà si rivelerà.
Ramana Maharshi
😶🌫️✨🫥👁️
🫵🏻
“Una volta mi chiesero: “L’osservare, non è una pratica dualistica? Quando osserviamo, qualcosa sta osservando qualcos’altro”.
In realtà non è dualistica, perché l’osservatore è vuoto. Invece di un osservatore, potremmo parlare con più precisione di un semplice osservare. Non c’è nessuno che ode, c’è soltanto l’udire. Non c’è nessuno che vede, c’è soltanto il vedere.
Ma non lo capiamo. Una pratica intensa insegna che, non solo l’osservatore è vuoto, ma è vuota anche la cosa osservata. A questo punto l’osservatore, o il testimone, scompare. È lo stadio terminale della pratica, non preoccupiamocene troppo presto.
Perché l’osservatore alla fine scompare? Quando niente vede niente, cosa resta? La meraviglia della vita. Nessuno è separato da nulla. C’è soltanto la vita che vive: udire, toccare, vedere, odorare, pensare. È lo stato dell’amore, o compassione. Non ‘Sono io’ ma ‘Sei tu’.
Perciò, la pratica che ho trovato più efficace è la crescita dell’osservatore. Ogni volta che ci adiriamo l’abbiamo perso, perché l’osservatore non può adirarsi. Il ‘niente’ non può adirarsi.
Se siamo l’osservatore, possiamo osservare qualunque spettacolo con interesse e con affetto, senza alcun turbamento.
Non conosco nessuno che si sia assorbito totalmente nell’osservare, ma c’è una rimarchevole differenza tra chi sa osservare per la maggior parte del tempo e chi lo fa sporadicamente. Scopo della pratica è allargare questo spazio impersonale. Anche se sembra freddo, e nella viva pratica è freddo, non produce persone fredde. Tutto il contrario. Quando arriviamo allo stadio in cui il testimone scompare, incominciamo a conoscere la vita. Non immaginate qualcosa di spettrale; significa solo che, guardando un altro, lo guardo realmente, senza aggiungere diecimila congetture a ciò che vedo. Questa è la spaziosità della compassione. Non dobbiamo affannarci a cercarla: è lo stato naturale in assenza dell’io”.
Charlotte Joko Beck
🫵🏻
Nisargadatta M. sta interrogando un visitatore I.:
M.: Come sei arrivato al tuo stato presente?
I.: Mi hanno messo sulla via gli insegnamenti di Ramana Maharshi. Successivamente ho incontrato Douglas Harding, che mi ha mostrato come operare sull’ “io chi sono?”.
M.: È stato improvviso o graduale?
I.: Quasi improvviso. Come qualcosa di dimenticato che riaffiora. O come un lampo subitaneo di comprensione. “Com’è semplice! – mi sono detto. – Non sono come pensavo! Non sono né il percettore né il percepito, solo il percepire”.
🫵🏻
Troppo vicino per essere riconosciuto; troppo profondo per essere afferrato; troppo semplice per essere creduto; troppo meraviglioso per essere compreso dall’intelligenza. Questi sono i quattro ostacoli che impediscono di riconoscere la natura ultima della mente 🤗🙏
Meno di un anno fa, ho iniziato a condividere la “visione senza testa”, e ho creato questo gruppo con chi ha scoperto questo spazio di libertà, trasparente, uno spazio che accoglie tutte le forme. Quello che mi piace di più di questo spazio, di queste trasparenza è la possibilità di lasciare andare tutti i concetti, le teorie, i sistemi di pensiero e tornare alla nuda percezione al nudo guardare. E scoprire che ciò che cercavamo è sempre stato insieme a noi, proprio qui davanti ai nostri occhi.
pb
Uno di voi ha detto una cosa che mi è piaciuta tantissimo: “è come se avessi appena fatto un’operazione di cataratta“
In effetti, la cataratta è qualcosa che annebbia lo sguardo giorno per giorno. Nei mesi, negli anni si forma a poco a poco una membrana che obnubila la vista, rende opaco il dentro e anche il fuori, il mondo delle cose, delle forme.
Dopo l’operazione lo sguardo diventa più chiaro, limpido, trasparente, tutto è vibrante e… Bello.
Mi permetto di invitarvi a coltivare con grande delicatezza questo spazio aperto, questa trasparenza ricordata, ritrovata. E anche con grande cautela, proprio come dopo un’operazione.
pb
🫵🏻