la musica del respiro. Meditazione esplorazione e letture.

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la musica del respiro. Un invito.

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condivisioni, domande e risposte sul respiro,

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Come posso imparare ad amarmi?  Questa piccola inspirazione

Thay in questo breve video ci parla dell’amore e di questa piccola inspirazione che ci riporta al corpo.
Il corpo ritorna abitato, sentito, rispettato, amato. E da questa nuova amicizia con noi stessi nasce una nuova apertura alla vita e agli altri.

  • L’amico che è sempre con noi: il Respiro

    Cari amici, cari compagni di avventura, in questo nostro viaggio verso Casa, il luogo del nutrimento e del riposo, questa settimana finalmente incontreremo l’amico forse più prezioso, l’amico che c’è sempre: il Respiro.
    Ci lasceremo aiutare da questo amico fedele, che ci accompagna da quando siamo venuti alla luce, per mettere radici profonde in una nuova relazione con noi stessi. Una nuova amicizia, un nuovo rispetto che nascono dal permettere e dal sentire. Ed è proprio in questo sentire che il respiro ha la capacità di poterci accompagnare.

    UN GESTO
    La via d’uscita è dentro.
    Quando sono nella paura, nella rabbia, nello sconforto o in un’altra emozione dolorosa, la mente chiede: come posso uscirne?
    Il corpo diventa sempre più teso e sofferente.
    La mente non può risolvere ciò che lei stessa ha creato. Per questo le parole non possono aiutare se non per ricordare di fermarci, smettere di dibatterci per un istante. E sentire…

     C’è una pratica o meglio un gesto, semplice ma molto coraggioso. Chiudere gli occhi, posare una mano là dove viene riconosciuto il dolore, e ascoltare, sentire, abitare la sensazione fisica dolorosa.
    Con la cura e con l’affetto di una madre che prende tra le sue braccia il suo bambino che piange e con pazienza e dolcezza riposa con lui, respira con lui. Senza bisogno di aggiustare. Senza bisogno di fare, di risolvere.
     Non è facile farlo una volta che il ‘blocco di sofferenza’, il ‘corpo di dolore’, si è manifestato. Ma è sicuramente alla nostra portata farlo quando si manifesta una piccola paura, irrequietezza, fretta, preoccupazione, un rifiuto della vita meno intenso, come accade spesso nella nostra giornata.
    Per questo Thay, Thich Nhat Hanh ci offre una calligrafia:
    La via d’uscita è dentro’

    Il luogo del raccoglimento e della libertà
    C’è un luogo nella nostra casa dove possiamo raccoglierci, gustare il respiro e offrirci un momento di libertà, di intimità.
    E nello stesso modo fuori dalla nostra casa, forse in Natura o in un parco, o in un luogo a noi caro, forse in una chiesa o nel nostro luogo di lavoro,  c’è   un luogo dove ci è facile raccoglierci e, accompagnati dal respiro, ricordarci questa libertà preziosa che è sempre con noi.
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     Il Respiro
    Quando avete seri problemi e non sapete quale sia la cosa giusta da fare, il respiro profondo, il respiro consapevole è la cosa giusta da fare, forse la cosa migliore da fare in quel preciso momento.
    Rimane ancora una verità per me: ogni volta che ho difficoltà, ogni volta che non vedo la via d’uscita da una situazione difficile, ho sempre fiducia nel mio respiro. Respirare profondamente e consapevolmente è la cosa giusta da fare in quel momento.”
    Thich Nhat Hanh

    La musica del respiro
    In questo splendido video Thay ci accompagna nella musica del respiro.

    “Noi respiriamo sempre, nella vita quotidiana, ma ci dimentichiamo di stare respirando. Il fondamento di tutte le pratiche di consapevolezza consiste nel portare attenzione alla nostra inspirazione ed espirazione. Si chiama “consapevolezza del respiro” , è semplicissimo e può essere di grande efficacia. Nella vita quotidiana ci ritroviamo spesso con il corpo da una parte e la mente da un’altra; prestare attenzione all’inspirazione ed espirazione ci riporta la mente al corpo – ed ecco che all’improvviso torniamo a essere dove siamo, pienamente presenti nel qui e ora.    Respirare in consapevolezza è come bere un bicchiere d’acqua fresca. Inspirando sentiamo l’aria riempirci i polmoni, ne facciamo esperienza reale. Non occorre controllare il respiro: sentiamo il respiro così com’è, lungo o breve, profondo o superficiale che sia. Alla luce della nostra consapevolezza si farà spontaneamente più lento e più profondo. Respirare in consapevolezza è la chiave per unificare corpo e mente e portare l’energia della presenza mentale in ogni attimo della nostra vita.
    A prescindere dal “tempo che fa” dentro di noi – da pensieri, emozioni e percezioni – il nostro respiro è sempre con noi come un amico fedele. Ogni volta che ci sentiamo destabilizzati, che affondiamo in un’emozione forte o siamo preda di pensieri sul passato o sul futuro possiamo tornare al respiro per raccogliere e ancorare la mente.”

    Thich Nhat Hanh.

    “La meditazione seduta è come tornare a casa per prendersi cura di se stessi con estrema attenzione. Anche noi possiamo trasmettere pace e stabilità proprio come l’immagine serena del Buddha sull’altare. Lo scopo della pratica della meditazione seduta è provare gioia: non cercate di ottenere alcun risultato! A Plum Village pratichiamo la piena consapevolezza del respiro. Che sediate su un cuscino, una coperta, su una sedia o direttamente sul pavimento, cercate sempre di sentirvi a vostro agio. Se possibile, inspirate dalle narici e osservate come il vostro addome si espande; poi, espirando, notate come ritorna alla posizione di partenza. Uno dei modi per mantenere viva la consapevolezza del respiro è recitare una Gatha. Quando inspirate, ditevi in silenzio “inspiro”; mentre espirate, ditevi “espiro”. Dopo avere praticato per un po’ in questo modo potreste desiderare di sperimentare una meditazione guidata. Le sessioni di meditazione seduta possono durare dieci, venti, trenta minuti, o il tempo che preferite. Sedere in meditazione dev’essere un piacere, perciò rilassatevi. Se la postura vi procura troppo dolore sentitevi liberi di cambiarla o di aggiustarla, muovendovi lentamente e con attenzione, seguendo il respiro e ogni movimento del corpo per non perdere la concentrazione. Potete anche alzarvi in piedi con molta consapevolezza, se necessario, per poi sedervi di nuovo non appena vi sentite pronti. Al termine della meditazione, prima di rialzarvi, concedetevi alcuni minuti per massaggiarvi le gambe e i piedi.”
    Tratto da: IL CANTO DEL CUORE – Pratiche, cerimonie, discorsi – di Thich Nhat Hanh.

    ”Calmare il corpo con il respiro”
    In questo secondo Video Thay ci parla del respiro nel corpo, calmare il corpo, la fretta e il lasciar andare:
    dal 1:16 al 1:46 (30 minuti )

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    la meditazione dei sassolini.  “Un sassolino in tasca” 
    In questo video, Thay racconta del sassolino che rappresenta la libertà per tornare al respiro –meditazione per grandi e bambini


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    Sedere in meditazione è un privilegio

    Sedere in meditazione è un privilegio. Durante la sua prima visita in Francia dopo il rilascio dal carcere, di Nelson Mandela fu intervistato dalla stampa e qualcuno gli chiese che cosa avesse più voglia di fare. Lui rispose: “Starmene seduto e non far niente. Da quando sono stato rilasciato dalla prigione non ho mai avuto il tempo di sedermi a non fare niente.” Avere l’opportunità di sedersi e di godersi l’inspirazione e l’espirazione è di per sé una cosa meravigliosa. Inspirare ed espirare non comporta alcuna lotta. Vi invito a farlo per Nelson Mandela, a farlo per tutti coloro che stanno correndo e non hanno il tempo di tornare a se stessi e a “essere” e nient’altro. Di questi tempi è un lusso starsene semplicemente seduti a non fare niente, ed è essenziale per la nostra guarigione e il nostro nutrimento. Trovati una posizione comoda, che sia su un cuscino da meditazione oppure su una sedia Siedi con la schiena eretta ma non rigida. Abbandona il peso del corpo sul cuscino o sulla sedia e rilassa i muscoli della pancia. Porta tutta l’attenzione all’inspirazione e all’espirazione. Quando al tua mente se ne va a zonzo – e lo farà di certo – limitati a riportare la consapevolezza delicatamente al respiro. La meditazione seduta è innanzitutto non fare niente, semplicemente, e permettersi di rilassarsi. Se conosci l’arte di respirare e sorridere, ti metterai seduto a meditare con piacere sempre maggiore; allora la consapevolezza e la concentrazione cominceranno a mostrarti più in profondità la realtà del tuo corpo, la realtà della tua coscienza, la realtà della tua condizione. Quando vedi le cose con chiarezza è probabile che tu faccia meno errori: ha la possibilità di fare la cosa giusta per portare benessere a te stesso e alle persone che ami. È questo il beneficio di sedersi a meditare.

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    La meditazione seduta per tornare a casa

    “La meditazione seduta è come tornare a casa per prendersi cura di se stessi con estrema attenzione. Anche noi possiamo trasmettere pace e stabilità proprio come l’immagine serena del Buddha sull’altare. Lo scopo della pratica della meditazione seduta è provare gioia: non cercate di ottenere alcun risultato! A Plum Village pratichiamo la piena consapevolezza del respiro. Che sediate su un cuscino, una coperta, su una sedia o direttamente sul pavimento, cercate sempre di sentirvi a vostro agio. Se possibile, inspirate dalle narici e osservate come il vostro addome si espande; poi, espirando, notate come ritorna alla posizione di partenza. Uno dei modi per mantenere viva la consapevolezza del respiro è recitare una Gatha. Quando inspirate, ditevi in silenzio “inspiro”; mentre espirate, ditevi “espiro”. Dopo avere praticato per un po’ in questo modo potreste desiderare di sperimentare una meditazione guidata. Le sessioni di meditazione seduta possono durare dieci, venti, trenta minuti, o il tempo che preferite. Sedere in meditazione dev’essere un piacere, perciò rilassatevi. Se la postura vi procura troppo dolore sentitevi liberi di cambiarla o di aggiustarla, muovendovi lentamente e con attenzione, seguendo il respiro e ogni movimento del corpo per non perdere la concentrazione. Potete anche alzarvi in piedi con molta consapevolezza, se necessario, per poi sedervi di nuovo non appena vi sentite pronti. Al termine della meditazione, prima di rialzarvi, concedetevi alcuni minuti per massaggiarvi le gambe e i piedi.”
    Thich Nhat Hanh

    Consapevolezza del respiro
    C’è una breve poesia che suggerisco di imparare a memoria come aiuto alla pratica di respirare in consapevolezza. Che tu pratichi la consapevolezza in meditazione seduta o camminata, puoi usare queste parole:
    Inspiro, espiro;
    profondo, lento;
    calma, agio;
    sorrido, lascio andare.
    Momento presente, momento meraviglioso.

    Le prime due parole (inspiro, espiro) significa: “Inspirando so che sto inspirando; espirando, so che sto espirando.” Quando inspiri ti concentri su una cosa sola, la tua inspirazione: distogli la mente da tutto il resto e ti concentri esclusivamente sulla tua inspirazione. Allo stesso modo, poi, ti concentri sulla tua espirazione. Questo è il primo esercizio. Puoi continuare a ripetere fra te e te le parole “inspiro, espiro” per aiutarti a stare con la tua inspirazione ed espirazione per tutta la loro durata.
    Non distogliere la mente dal tuo respiro lasciandola andare da qualche altra parte. “Inspirando, so…ah, mi sono dimenticato di spegnere la luce in camera mia.” Questa non è concentrazione: la tua mente salta da una cosa all’’altra. Pratica il restare con la tua inspirazione dall’inizio alla fine; anche se dura solo quattro o cinque secondi, chiunque riesce a stare integralmente con la propria inspirazione per un tempo simile. Quando si pratica la consapevolezza dell’inspirazione e dell’espirazione anche solo per un minuto, in quel minuto si smette di pensare. È magnifico smettere di pensare e limitarsi a essere. La maggior parte della nostra attività di pensiero è un ostacolo all’essere, perché quando si è assorti nei pensieri non si è presenti, pienamente vivi, e non si può entrare in contatto con le meraviglie della vita. “Penso, dunque non sono” . “Penso, dunque mi perdo nei miei pensieri.” Perdersi nei pensieri non è “essere”.
    Mettiamo che tu ti trovi in compagnia di a tuo figlio o tua figlia, sorridenti, belli come fiori. Se sei tutto preso a pensare al passato, al futuro, ai tuoi progetti, alle tue difficoltà e ai tuoi dispiaceri, ti perdi nei tuoi pensieri, e allora non sei in contatto col tuo splendido bambino, con la tua bellissima bambina, perché non sei lì presente: sei perso nei tuoi pensieri. “Non lasciarsi portar via dai pensieri”, dunque, significa stare nel qui e ora per poter incontrare le meraviglie della vita che ci si offrono – in questo caso il tuo bimbo, la tua bimba. Significa che tu sei accessibile a loro e che loro sono accessibili a te.
    Già un singolo ciclo di inspirazione ed espirazione ti può aiutare a fermare l’abituale attività di pensiero e a tornare al qui e ora. Quando torni alla consapevolezza del respiro la mente si connette istantaneamente col corpo. Nella vita quotidiana può capitare che il corpo sia lì presente ma la mente sia altrove; per fortuna abbiamo il respiro a fare da ponte fra loro: nell’attimo stesso in cui si torna al respiro e si respira in consapevolezza, mente e corpo tornano a unificarsi. È magnifico, ed è facilissimo: in poco tempo – cinque secondi, al massimo dieci – ecco che all’improvviso si passa da uno stato di dispersione a uno stato di consapevolezza e concentrazione. Dato che la mente è tornata al tuo corpo, a quel punto sei davvero presente, ci sei realmente, e quando ci sei tu c’è anche qualcosa d’altro: la vita, e anche la persona che ami.
    Anche se stai guidando l’auto, per essere davvero presente ti puoi concentrare sull’inspirazione e l’espirazione. La tua guida è più sicura quando sei realmente lì al volante, non altrove, perso nelle preoccupazioni e nelle ansie. Quando innaffi i fiori in giardino, pratica la consapevolezza del respiro per essere pienamente presente e godi dei fiori e dell’azione di innaffiarli. Poi, una volta che sai praticare la consapevolezza del respiro mentre guidi, lavi i piatti, vai a piedi da un edificio all’altro, puoi invitare anche i tuoi familiari a farlo: potrete sedervi insieme in soggiorno e praticare insieme la consapevolezza del respiro. Non c’è bisogno di guardare la televisione: l’intera famiglia può sedersi e godere della reciproca presenza; il risultato sarà una sensazione di unione e di pace. È una pratica meravigliosa; perché non condividerla anche con i collaboratori? Puoi insegnare loro a prendersi cura della propria fatica, delle proprie emozioni forti e della propria sofferenza.
    Ora fermati, se vuoi, smetti di leggere questa pagina e pratica “inspiro, espiro” per un minuto, o due o tre, finché non sei realmente concentrato sulla tua inspirazione ed espirazione. Non cercare di far succedere nulla; l’inspirazione si farà spontaneamente più profonda e l’espirazione si farà più lenta, più rilassata e rigenerante.

    Video zoom 21 dicembre, quarta settimana

    Questa introduzione alla meditazione seduta può essere ascoltata come una meditazione guidata


    Riposando nel mistero del respiro
    meditazione 37’

    la pratica dei tre respiri

    Ecco una meditazione guidata che ci accompagna nella pratica dei tre respiri:

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    La pratica dei tre respiri che Thay descrive ( qui sotto) ci accompagnerà per l’intero percorso.
    E’ semplicissima: ogni volta che usciamo dal turbinio di pensieri, preoccupazioni, progetti che ci accompagna durante tutto il giorno, ogni volta che ci risvegliamo alla vita, ci permettiamo di prendere tre respiri.
    Ci fermiamo mentre accadono Tre Respiri.
    Può esserci utile chiudere gli occhi per passare più agevolmente dal Pensare al Sentire.
    Un altro aiuto può essere l’accompagnare con un movimento l’inspirazione e con un movimento l’espirazione durante i tre respiri. Qui sotto troverete letture e video per scoprire questa bellissima pratica.

    Entriamo con agio nel fluire del percorso assaporandone la preparazione.
    Scopriremo in questo percorso la potenza di semplici pratiche, del gioco, della creatività per imparare l’arte del trasformare la sofferenza, accompagnati dalle parole di Thay, il nostro amato maestro, dal suo sorriso, dal suo esempio vivo.


    La pratica dei Tre Respiri ( di Thich Nhat Hanh)
    La consapevolezza è il tipo di energia che ci aiuta a riconoscere e ad apprezzare le cose che ci circondano. Molto spesso nelle nostre vite siamo così assorti nelle nostre preoccupazioni e nelle nostre difficoltà, che non ci accorgiamo nemmeno che la primavera sta arrivando e che gli alberi fioriscono sulla strada che percorriamo ogni giorno. La consapevolezza è la pratica della meditazione nella nostra vita quotidiana. Quando ci accorgiamo che la nostra mente divaga e che abbiamo perso il contatto con il nostro corpo e con il momento presente possiamo semplicemente arrestarci per qualche istante e fare tre respirazioni con calma e agio.
    Fermarsi è il primo passo per tornare ad essere felici. Mentre respiriamo in consapevolezza possiamo guardarci attorno e se pratichiamo correttamente scopriremo che nel momento presente ci sono tutte le condizioni necessarie perché noi possiamo essere felici. Forse i nostri colleghi, insegnanti, genitori o amici sono stati sgarbati con noi e ci hanno fatto soffrire, o forse la nostra vita troppo occupata non ci lascia lo spazio per fermarci, ma i fiori e gli alberi sulla strada che percorriamo ogni giorno continuano ad offrirci la loro freschezza. L’unica cosa che può privarci della gioia di poter apprezzare gli alberi e i fiori è la nostra mente.
    Tre respiri sono sufficienti per ritornare a noi stessi e riconoscere che sia dentro che fuori di noi ci sono innumerevoli condizioni per poter essere felici. Il sole continua a brillare sopra le nostre teste! Se il sole non fosse più in cielo ogni persona sulla terra soffrirebbe molto, eppure non ci capita spesso di fermarci qualche istante per apprezzare il calore dei suoi raggi che ci accarezzano il viso.
    Se abbiamo il desiderio di migliorare la nostra vita e di vivere felici possiamo riprometterci , ad esempio, di fermarci a respirare per qualche istante ogni volta che stiamo per salire in macchina. Questo è il primo passo e de siamo in grado di fare questo il secondo passo accadrà in modo naturale. Possiamo scrivere su un piccolo foglietto di carta la parola “Respira!” e possiamo mettere questo foglietto nella tasca della nostra giacca. Durante la nostra giornata, ogni volta che metteremo la mano in tasca, ci ricorderemo di ritornare a noi stessi e tranquillamente possiamo riprendere a seguire il respiro. Se siamo in grado di addestrarci in questo modo piano piano potremo vedere dei cambiamenti nella nostra vita quotidiana. Quando l’energia della consapevolezza ci accompagna diventiamo più stabili, rilassati, e non rischiamo di lasciarci trasportare da emozioni negative come la rabbia, la frustrazione o lo stress. In momenti difficili riusciremo a ritornare a noi stessi e ad apprezzare le meraviglie della vita che ci circondano, e piano piano riusciremo a vedere il modo migliore per superare ogni ostacolo. Man mano che l’energia della consapevolezza entra a far parte delle nostre vite diventiamo più felici e più sereni e le persone che ci vivono accanto trarranno grandi benefici dalla nostra freschezza.

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    Una condivisione di Ezra Baida sulla pratica dei tre respiri
    A volte le tecniche più semplici sono anche le più efficaci. Certo, tutte le tecniche possono essere
    usate male; possiamo facilmente trasformarle in strumenti di “auto-miglioramento”, invece di usarle come un mezzo per svegliarci. Inoltre, possiamo perderci nella tecnica come fine a se stessa e dimenticare il quadro d’assieme della pratica. Detto questo, è possibile che per un periodo molto lungo sia necessario concentrarsi sulle tecniche. Poi, gradualmente, tutte le tecniche valide tendono
    a dissolversi, lasciando posto all’insegnamento che le anima come parte integrante della nostra identità.

    La pausa cosciente
    Una tecnica semplice, ma molto efficace, è la cosiddetta “pratica dei tre respiri”. Normalmente ci
    sono molti momenti nella giornata in cui “rinveniamo”, ossia ci ritroviamo semplicemente
    consapevoli. Sfortunatamente, molto spesso questi momenti durano solo pochi secondi; subito dopo ricadiamo in uno stato di sonno a occhi aperti, in cui siamo per lo più inconsapevoli, persi nei pensieri o nel nostro dramma personale. L’osservazione diretta confermerà la verità di ciò. La pratica dei tre respiri ci aiuta a estendere questi momenti di consapevolezza, non solo durante la seduta, ma per tutta la giornata.
    La pratica dei tre respiri consiste nell’inserire una pausa cosciente nel solito stato di sonno a occhi
    aperti, una pausa lunga quanto la durata di tre respiri completi. Ecco come si fa: ogni volta che
    “rinvenite” per un attimo, formulate l’intenzione cosciente di restare lì almeno per la durata di tre respiri completi. Non occorre che vi concentriate sul respiro, ma portate la consapevolezza all’intera esperienza del momento, comunque essa sia.
    Ad esempio, se vi “svegliate” in una condizione di impazienza, non cercate di diventare pazienti. Vi limitate a sentire, a sentire pienamente, la qualità viscerale dell’esperienza del momento presente, inclusa l’impazienza e tutto il resto. La consegna è abitare l’esperienza per la durata di tre respiri completi.
    La pratica dei tre respiri aiuta a coltivare una sensazione molto netta di “essere qui”. Provate a fare un piccolo esperimento: innanzitutto portate l’attenzione al vostro respiro, percependo la frescura dell’aria che entra dalle narici. Restando con la sensazione del respiro, portate l’attenzione all’esperienza globale del corpo. Ora state con questo, con la massima attenzione che vi è possibile, per la durata di tre respiri completi.
    Uno dei motivi per cui la pratica dei tre respiri è così utile è che si può fare senza ricorrere a uno sforzo intenso o prolungato.
    È breve e semplice, e la si può ripetere molte volte nel corso della giornata indipendentemente dall’umore. In effetti, cimentarsi nell’esercizio potrebbe essere
    altrettanto utile sia quando siamo felici e spensierati sia quando siamo giù di corda.
    Tutti sappiamo che il semplice desiderio di svegliarsi non basta; le forze che presiedono al sonno sono potenti e infaticabili. Eppure, questa semplice pratica, che spesso non offre particolari difficoltà, può iniziare a introdurre attimi di chiarezza e presenza nell’ordinaria nebbia del sonno a occhi aperti. Riposate nel presente e ricordate a voi stessi di sentire quello che c’è per almeno tre respiri completi.

    Stare con il Disagio
    Un altro uso interessante e molto efficace della pratica dei tre respiri è quando ci troviamo nel mezzo di un’esperienza dolorosa e angosciosa. Di solito è molto difficile restare attenti in quei momenti, dato che abbiamo una naturale avversione al disagio. Ma con l’aiuto della pratica dei tre respiri è spesso possibile venire a patti con le resistenze dell’io, dicendogli che resterete con il disagio solo per la durata di tre respiri.
    L’io è disposto a questo compromesso perché conserva l’illusione del controllo, che è il suo principale obiettivo. Quindi la pratica consiste nel dire alla mente piccola che sentirete il disagio per tre respiri completi, dopodiché potrete decidere a cosa rivolgere l’attenzione. Siate certi di non rompere il patto: dopo i tre respiri permettetevi di scivolare verso le solite distrazioni. Poi, dopo un po’, riproponete l’accordo, sentendo il disagio per altri tre respiri alla volta.
    La cosa sorprendente di questa particolare versione della pratica dei tre respiri è la pronta accondiscendenza dell’io. Spesso la nostra resistenza rende le esperienze difficili ancora più difficili. Ma quando si scioglie, appare chiaro che non stavamo resistendo ad altro che a una serie di pensieri di cui siamo convinti, accompagnati a volte da sensazioni fisiche intense. Più entriamo deliberatamente in rapporto con questi attimi di sofferenza, più comprendiamo che rifiutare l’esperienza è più doloroso che sentirla appieno. Impariamo questa lezione fondamentale tre respiri alla volta.

    Le Abitudini Compulsive
    Un ultimo uso della pratica dei tre respiri è quando cadiamo in una delle nostre solite abitudini
    compulsive, come fantasticare, navigare in internet o tenerci molto occupati. Queste tendenze sono spesso molto seduttive e di norma abbiamo poco interesse ad abbandonarle. Ma, come dicevamo per il disagio, è possibile scendere a patti con l’io (che in questo caso prende la forma di una mente compulsiva), concordando di tornare alla realtà solo per tre respiri, dopodiché siete disposti a riprendere il comportamento abituale.

    Mettiamo ad esempio che siate seduti al computer, passando distrattamente da una cosa all’altra e ingannando il tempo con attività compulsive. Forse vi “svegliate” per un attimo e vi accorgete di cosa state facendo. Sarebbe irrealistico credere di potersi semplicemente fermare e alzare dalla sedia: sappiamo bene che le compulsioni sono refrattarie alla ragione e all’autodisciplina. Ma una cosa che la mente compulsiva potrebbe essere disposta a fare è darsi una pausa di tre respiri, principalmente perché sa che prestissimo potrà ricominciare da capo.
    Per la durata di tre respiri completi, facciamo esperienza pienamente della compulsione. Si tratta di un’esperienza fisica, che comporta un senso di accelerazione e di energia nel corpo. L’idea non è spezzare la compulsione, bensì sentire il disagio che motiva il comportamento compulsivo. Dopo i tre respiri, vi date il permesso di ritornare al solito sonno a occhi aperti. Poi, dopo un po’, riproponete l’accordo.
    E così via di seguito. Potreste scoprire che, dopo averlo fatto per parecchie volte, i circuiti del potere seduttivo della compulsione si rompono spontaneamente.
    L’unico modo per verificare l’efficacia della pratica dei tre respiri è farla.
    Non richiede altro che rivolgere un’intenzione cosciente all’esercizio per la durata di tre respiri alla volta.
    Come vedete è una tecnica semplicissima; ma è importante fare quel che possiamo quando possiamo, e gradualmente i piccoli sforzi si cumuleranno e inizieranno a incidere sulla qualità della vita. La pratica non segue la logica del “tutto o niente”.

    La pratica dei tre respiri nella vita quotidiana. Vivere Consapevoli       di T.N.Hanh

    La consapevolezza è il tipo di energia che ci aiuta a riconoscere e ad apprezzare le cose che ci circondano. Molto spesso nelle nostre vite siamo così assorti nelle nostre preoccupazioni e nelle nostre difficoltà, che non ci accorgiamo nemmeno che la primavera sta arrivando e che gli alberi fioriscono sulla strada che percorriamo ogni giorno. La consapevolezza è la pratica della meditazione nella nostra vita quotidiana. Quando ci accorgiamo che la nostra mente divaga e che abbiamo perso il contatto con il nostro corpo e con il momento presente possiamo semplicemente arrestarci per qualche istante e fare tre respirazioni con calma e agio. Fermarsi è il primo passo per tornare ad essere felici. Mentre respiriamo in consapevolezza possiamo guardarci attorno e se pratichiamo correttamente scopriremo che nel momento presente ci sono tutte le condizioni necessarie perché noi possiamo essere felici. Forse i nostri colleghi, insegnanti , genitori o amici sono stati sgarbati con noi e ci hanno fatto soffrire, o forse la nostra vita troppo occupata non ci lascia lo spazio per fermarci, ma i fiori e gli alberi sulla strada che percorriamo ogni giorno continuano ad offrirci la loro freschezza. L’unica cosa che può privarci della gioia di poter apprezzare gli alberi e i  fiori è la nostra mente.

    Tre respiri sono sufficienti per ritornare a noi stessi e riconoscere che sia dentro che fuori di noi ci sono innumerevoli condizioni per poter essere felici. Il sole continua a brillare sopra le nostre teste! Se il sole non fosse più in cielo ogni persona sulla terra soffrirebbe molto, eppure non ci capita spesso di fermarci qualche istante per apprezzare il calore dei suoi raggi che ci accarezzano il viso.

    Il respiro che nutre e guarisce”
    Introduzione. Silenzio. Meditazione seduta/sdraiata.

    Tre letture di Thay, di Chandra e la poesia di una bambina.


“il respiro ci accompagna a casa”

2023 il respiro che nutre e guarisce “
Meditazione/ rilassamento

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